Attività sismica e vulcanica tra Vesuvio e Campi Flegrei: cosa sta succedendo?
Negli ultimi mesi, l’area napoletana ha registrato un incremento dell’attività sismica e vulcanica, destando preoccupazione tra la popolazione locale. In particolare, i Campi Flegrei e il Vesuvio sono stati interessati da una serie di eventi tellurici e fenomeni geologici che hanno portato esperti e istituzioni a intensificare il monitoraggio dell’area.
Campi Flegrei: una caldera in costante evoluzione
I Campi Flegrei rappresentano una vasta caldera vulcanica situata a ovest di Napoli, caratterizzata da fenomeni di sollevamento e abbassamento del suolo, noti come bradisismo. Questo fenomeno, osservato fin dall’antichità, è attualmente in una fase di sollevamento progressivo, il che ha portato a un aumento della sismicità.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dal 2000 al 2023 l’area ha registrato un’accelerazione nei movimenti del terreno e nella frequenza dei terremoti. Solo nel mese di gennaio 2025, l’Osservatorio Vesuviano ha rilevato ben 319 eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei, con magnitudo massima di 3.3.
Vesuvio: segnali di attività sismica
Parallelamente, il Vesuvio ha mostrato un lieve incremento della sismicità. Il 28 gennaio 2025 è stata registrata una scossa di magnitudo 2.6. Tuttavia, gli esperti rassicurano che il Vesuvio e i Campi Flegrei non sono direttamente collegati. Francesca Bianco, direttrice del Dipartimento Vulcani dell’INGV, ha dichiarato: “I Campi Flegrei e il Vesuvio non sono collegati. Sono entrambi vulcani attivi ma con dinamiche completamente diverse”.
Il fenomeno del ritiro del mare: cosa sta accadendo?
Un altro fenomeno che ha destato attenzione negli ultimi giorni è il ritiro del mare in diverse aree della costa campana, tra cui la Darsena di Pozzuoli. Le variazioni del livello del mare possono essere influenzate da fenomeni meteorologici, maree e movimenti del suolo legati al bradisismo. Tuttavia, gli esperti stanno monitorando la situazione per escludere qualsiasi correlazione con l’attività vulcanica in corso.
Quali sono i reali rischi per la popolazione?
Attualmente, la probabilità di un’eruzione imminente è considerata molto bassa, anche se il monitoraggio continua a essere prioritario. L’Osservatorio Vesuviano e l’INGV monitorano costantemente la situazione con tecnologie avanzate, come reti di sismografi, GPS e rilevamenti satellitari.
Conclusioni: cosa possiamo aspettarci?
Nonostante l’incremento dell’attività sismica e le anomalie osservate, gli esperti rassicurano che non ci sono segnali immediati di un’eruzione. Tuttavia, la situazione richiede un’attenzione costante e il rispetto delle indicazioni delle autorità locali.
La popolazione è invitata a seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’INGV e della Protezione Civile per rimanere informata su eventuali sviluppi.