Un nuovo modello di intelligenza artificiale, DeepSeek-R1, ha recentemente fatto il suo debutto, portando un’ondata di sorpresa, preoccupazione e ammirazione nel settore tecnologico. Prodotto dall’azienda cinese DeepSeek, questo modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) rappresenta un passo avanti significativo nell’AI cinese, tanto da essere paragonato ai più avanzati modelli occidentali, come quelli di OpenAI.
Una rivoluzione a basso costo
Secondo l’azienda, DeepSeek-R1 è capace di “rivaleggiare” con il modello GPT-4 di OpenAI, noto per la sua capacità di simulare il ragionamento umano. La particolarità? Il costo di sviluppo: appena 5,6 milioni di dollari, una cifra sorprendentemente bassa rispetto agli investimenti multimiliardari che caratterizzano lo sviluppo di modelli AI negli Stati Uniti. Per fare un confronto, secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, un modello avanzato occidentale può costare tra i 100 milioni e il miliardo di dollari.
Inoltre, il numero di GPU (unità di elaborazione grafica) utilizzate da DeepSeek è estremamente contenuto: per il precedente modello V3 sono bastate 2000 unità Nvidia, contro le 16.000 necessarie per modelli analoghi sviluppati in Occidente.
Effetti sul mercato tecnologico globale
Il lancio di DeepSeek-R1 ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. Dopo l’annuncio, l’indice Nasdaq Composite ha registrato un calo di oltre il 3%, mentre le azioni di Nvidia hanno perso fino al 17% del loro valore. Questo perché il modello cinese suggerisce che l’efficienza potrebbe ridurre la dipendenza da hardware costoso, una prospettiva che potrebbe rimodellare il settore AI.
Un modello open source per conquistare il mercato
DeepSeek si distingue non solo per i costi, ma anche per la sua filosofia. Il modello è open source, il che significa che può essere scaricato ed eseguito localmente dagli utenti con computer sufficientemente potenti. Questa scelta permette agli sviluppatori di collaborare, migliorare il modello e adattarlo a diverse esigenze.
L’approccio open source è stato visto come una risposta diretta alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti alla vendita di chip avanzati in Cina. Piuttosto che rallentare, queste sanzioni hanno spinto aziende cinesi come DeepSeek a ottimizzare le risorse disponibili, puntando sull’efficienza software per sopperire alla carenza di hardware.
Successo e sospetti
DeepSeek-R1 ha rapidamente scalato le classifiche dell’App Store di Apple, superando ChatGPT come app gratuita più scaricata. Tuttavia, il successo del modello cinese non è privo di controversie. Numerosi esperti temono che il governo cinese possa sfruttare la tecnologia per fini politici o militari.
Alcuni utenti hanno provato a interrogare il modello su temi sensibili, come Taiwan o la repressione di Piazza Tienanmen. In questi casi, DeepSeek ha evitato di rispondere, segnalando che tali domande “vanno oltre il suo scopo attuale”. Questa ambiguità ha alimentato sospetti sul possibile coinvolgimento del governo cinese nello sviluppo e nella supervisione del progetto.
Una competizione tecnologica sempre più accesa
Il lancio di DeepSeek-R1 arriva in un momento di alta tensione geopolitica. Durante la presidenza di Donald Trump, gli Stati Uniti hanno annunciato il piano Stargate, un investimento di 500 miliardi di dollari per rafforzare il settore AI americano. Allo stesso tempo, si discute ancora della possibilità di un ban di TikTok, proprio per il timore che il governo cinese possa influenzare gli algoritmi delle sue piattaforme.
Secondo alcuni analisti, DeepSeek rappresenta una sfida diretta agli Stati Uniti, non solo per le sue capacità tecniche ma anche per il messaggio politico che trasmette: la Cina è pronta a competere ai massimi livelli tecnologici, nonostante le restrizioni e le pressioni internazionali.
Verso il futuro
L’ascesa di DeepSeek dimostra che il panorama dell’intelligenza artificiale sta diventando sempre più globale e competitivo. Se da un lato il modello cinese è un esempio di innovazione a basso costo, dall’altro solleva domande cruciali sulla sicurezza, sull’etica e sull’impatto geopolitico delle nuove tecnologie.
Riuscirà DeepSeek a colmare il divario con i colossi occidentali? O questo successo sarà solo una scintilla in una corsa tecnologica ancora dominata dagli Stati Uniti? La risposta, come sempre, sarà scritta nel tempo.